Croazia

I due colli di Zagabria

I reperti archeologici presentano prove di insediamenti umani nell’odierna area urbana risalenti all’epoca della pietra (intorno al 35.000 a.C.). I reperti di epoche successive ci raccontano della colonizzazine illirica, popolo antico che si stabilì in questa regione europea.

Le popolazioni celtiche arrivarono dall’estremo Nord europeo intorno al IV sec. a.C. L’impero Romano, nei dintorni di Zagabria, costruì il grande centro Andautonio i cui resti si trovano nel parco archeologico di Ščitarjevo. La città di Zagabria fu fondata nel medioevo su due colli: il secolare Gradec, l’odierna Città Alta, e l’ecclesiastico Kaptol. Le prime documentazioni scritte riguardo all’esistenza di Zagabria risalgono al 1094, quando il re ungherese Ladislao, in viaggio verso il Mar Adriatico, fondò la diocesi di Zagabria a Kaptol. La Cattedrale di Zagabria in stile neogotico domina tutt’oggi il panorama della città, e la sua cinta muraria medievale si trova in uno stato di conservazione visto raramente in questa regione europea. Il più importante evento storico per Gradec,

l’altra parte del nucleo cittadino, ebbe luogo nel periodo dell’invasione delle tribù mongole dell’Europa centrale.Verso la metà del XIII secolo i Tartari devastarono l’Ungheria costringendo il re ungherese Bela IV a fuggire. Il re Bela IV trovò riparo a Zagabria e, per esprimere la propria gratitudine, nel 1242 proclama Gradec città reale libera. Il ricordo principale di questo periodo è la Torre Lotrščak che da un centinaio di anni segna il mezzogiorno con un colpo del suo cannone. Durante l’epoca medievale tutti i cittadini dovevano rientrare nella città con l’arrivo della sera, poiché le porte cittadine venivano chiuse. L’unica porta medievale conservata di Gradec fu la Porta di Pietra, la quale purtroppo venne completamente distrutta in un incendio nella prima metà del XVIII secolo.

L’unico oggetto che si salvò miracolosamente dalle fiamme fu l’icona di Santa Maria che si trova tutt’oggi all’altare della menzionata porta. Santa Maria della Porta di Pietra e’ la santa protettrice di Zagabria e si celebra il 31 maggio con una processione solenne. Nello stesso giorno si tiene anche la Festa della città di Zagabria. I due colli, nel medioevo spesso in contrasto tra loro, furono divisi dal ruscello Medveščak, dove all’epoca si trovavano i mulini. La valle del ruscello oggi ospita la pittoresca Via Tkalčićeva, al di sotto della quale scorrono ancora le acque del ruscello Medveščak che sfocia nel fiume Sava. Col passare degli anni il pericolo di assalti diminuisce e la città inizia ad allargarsi nella pianura circostante. Ai piedi dei due villaggi venne eretta una piazza per fare da centro di scambio di merci e luogo d’affari.

Al giorno d’oggi la Piazza del bano Jelačić è il cuore della città nonché il più importante punto d’incontro degli abitanti. La fontana che si trova nella piazza ha le proprie radici nella leggenda che narra l’origine del nome della città. Si narra che, durante una giornata soleggiata, un valoroso bano rientrava da una battaglia stanco ed assetato e chiese alla fanciulla Manda di raccogliere (zagrabiti) per lui dell’acqua dalla fonte. Per questo, dice la leggenda, la fonte venne nominata Manduševac, e la città Zagreb.

Una singola città – Zagabria

Con il passare degli anni i centri urbani sui due colli continuano a prosperare. Durante i secoli XVII e XVIII vengono edificati palazzi nobili e chiese in stile barocco. I gesuiti costruiscono la Chiesa di Santa Caterina nella Città Alta, al giorno d’oggi uno degli esempi più conservati del sontuoso stile barocco. Nella seconda metà del XVII secolo Zagabria diventa un importante centro universitario costruendo una delle più antiche università d’Europa ancora in attività. Nel frattempo Zagabria diventa anche sede del Governo.

Le differenze storiche tra la città ecclesiastica e quella secolare vanno scomparendo e vengono completamente cancellate nel 1850 quando i due centri cittadini vengono ufficialmente uniti in una singola città, all’epoca popolata da 15 000 abitanti. Sita nella pianura la città si espande liberamente e ben presto raggiunge le sponde del fiume Sava. Lo sviluppo delle industrie, del commercio e delle infrastrutture determinò notevolmente la fisionomia della città nella seconda metà del XIX secolo.

La ferrovia arrivò a Zagabria nel 1862, collegando così la città con le altre metropoli mitteleuropee. Nello stesso periodo viene deciso il piano urbanistico per l’espansione della città. Il piano urbanistico è molto semplice, tutte le strade della Città Bassa devono scorrere diritte ed avere la stessa larghezza, mentre i palazzi devono essere di un’altezza predeterminata. Ampie piazze ed edifici monumentali neoclassici e storicistici, nonché numerosi parchi e viali arricchiscono il piano urbanistico per creare l’immagine attuale di Zagabria. Se si segue via Praška partendo da Piazza del bano Jelačić si passa attraverso una serie di piazze e parchi: il cosiddetto “Ferro di cavallo verde”, un omaggio al Ring di Vienna, un’area verde a forma di ferro di cavallo che ospita diversi palazzi importanti. Lo spazio è stato curato attentamente affinché si ottenesse il rapporto perfetto tra spazi verdi, palazzi, fontane e padiglioni.

Si trovano qui la stazione ferroviaria centrale, l’Accademia delle Arti e delle Scienze, gli atenei, la Biblioteca Universitaria, il Teatro Nazionale Croato e diversi altri palazzi rinomati. L’influenza dell’Impero Austro-Ungarico, di cui la Croazia fece parte nel passato, è visibile nelle facciate dei palazzi e nelle file di ippocastani che adornano i viali. Questa parte della città rappresenta un’estensione naturale dell’antica Città Alta, grazie al piano urbanistico ben realizzato. Comunemente chiamata Città Bassa, rappresenta un connubio perfetto tra l’atmosfera di una città provinciale e la sontuosità di una metropoli mitteleuropea e presto diventa una destinazione importante sulla carta geografica delle moderne città europee dell’epoca.

Tempi moderni

Gli avvenimenti storici del XX secolo modificano la carta geografica mondiale e lasciano tracce indelebili nella vita degli zagabresi. In seguito alla Prima Guerra Mondiale, la Croazia esce dall’Impero austro-ungarico e nel 1918 entra a far parte del Regno SHS, il giovane stato costituito da serbi, croati e sloveni.

La popolazione di Zagabria aumenta rapidamente, ai lati orientale e occidentale della città nascono nuovi quartieri, mentre nella zona ai piedi del monte Sljeme vengono costruite ville residenziali. Agli inizi del XX secolo la città vive nell’abbondanza borghese saldamente collegata ai centri culturali, artistici e scientifici dell’ epoca. Si instaura la prima stazione radiofonica in questa regione d’Europa, viene fondata la Borsa di Zagabria, l’ultima opera dell’architetto Viktor Kovačić, viene implementata la prima centrale telefonica automatica, inizia la costruzione del primo grattacielo di Zagabria. I tempi moderni modificano rapidamente la vita quotidiana fino allo scoppiare della Seconda Guerra Mondiale.

In seguito alla Seconda Guerra Mondiale la Croazia, con Zagabria come città capitale, diventa una delle sei repubbliche federali della Jugoslavia. Col ripristino della pace negli anni postbellici la città riprende il proprio sviluppo. Zagabria finalmente oltrepassa il fiume Sava e sulle sponde meridionali vengono edificati nuovi centri abitati. Il fiume Sava, che ha da sempre rappresentato per gli zagabresi un pericolo, un riparo dagli invasori oppure il collegamento con le terre lontane, da allora funge da linea divisoria per la città: da una parte l’antico nucleo cittadino, dall’altra le costruzioni recenti di Zagabria Nuova.

Le due parti della città sono collegate da ben dodici ponti. La Fiera di Zagabria, luogo di incontri commerciali internazionali, viene trasferita dal centro sulle sponde meridionali del fiume. Nella pianura viene costruito l’aeroporto Pleso, mentre in città spuntano numerosi grattacieli e viene costruita la nuova Biblioteca Universitaria Nazionale. Il Parlamento croato nel 1991 dichiara l’indipendenza e la sovranità della Repubblica di Croazia.

Zagabria diventa la capitale del nuovo indipendente stato europeo, una società basata sulla libertà e sull’uguaglianza dei suoi cittadini. Il Parlamento croato ed il Governo sono situati nella Città Alta, negli stessi palazzi dove per secoli sono state decise le sorti politiche dello stato. Nel nuovo millennio Zagabria è il centro d’affari della regione, luogo di incontro di una cultura multilingue, il centro del mondo politico e commerciale croato. Le zone commerciali ai bordi del nucleo della città rappresentano la risposta di Zagabria alle esigenze del mondo moderno. Zagabria continua così a vestire il suo ruolo decisivo negli eventi mondiali ed europei.

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